Le regioni degli Urali più vicine all’Italia
Tra i Paesi europei l’Italia è il secondo maggiore partner commerciale delle regioni russe degli Urali - Nel primo trimestre del 2009 le società della zona hanno aumentato le proprie esportazioni verso l’Italia di 4,7 volte - Nei primi tre mesi del 2010 l’interscambio italo-russo nel periodo indicato è stato pari a 254,8 milioni di dollari, ovvero il 5,1% dell’intero commercio estero degli Urali - Nel 2009 l’Italia è stata il quarto maggiore Paese investitore della regione di Sverdlovsk con 72,6 milioni di dollari, ovvero il 2,8%)
Nella capitale industriale degli Urali, la città di Ekaterinburg, il 15 aprile è stato inaugurato un nuovissimo centro consolare italiano, che permetterà agli abitanti delle regioni degli Urali e della Siberia di ottenere con maggiore semplicità i visti d’ingresso in Italia.
Si è trattato di un avvenimento molto importante per gli interscambi politici, economici, commerciali e culturali tra le regioni industriali Sverdlovskaja, Cheliabinskaja, Tjumenskaja e di Permskij Kraj e l’Italia. Finora i russi di queste regioni dovevano inviare i documenti, oppure recarsi personalmente al Consolato d’Italia a Mosca.
Le regioni degli Urali sono tra le più sviluppate industrialmente della Russia e godono di stabili contatti con l’economia italiana. A Ekaterinburg si trova una delle maggiori società produttrici di energia elettrica, OGK-5, controllata da Enel e finanziata da Banca Intesa.
Nel primo trimestre del 2010 l’interscambio commerciale con i Paesi esteri delle regioni degli Urali ha raggiunto i cinque miliardi di dollari, salendo quasi ai livelli precedenti alla crisi finanziaria mondiale.
In questo periodo di tempo le società degli Urali hanno aumentato le proprie esportazioni verso l’Italia di 4,7 volte rispetto allo stesso periodo dello scorso anno. Si tratta di un record assoluto, legato all’interesse reciproco tra i produttori russi degli Urali e gli importatori italiani. A titolo di comparazione si può dire che nel periodo indicato le esportazioni verso la Germania sono diminuite del 31,9 per cento. Nello stesso tempo gli esportatori italiani suonano l’allarme: nei primi tre mesi del 2010 le esportazioni dall’Italia verso le regioni russe degli Urali sono diminuite del 42,6 per cento (Francia -22,6%).
Di tutti i Paesi europei l’Italia è il secondo maggiore partner commerciale delle regioni degli Urali. Nel primo trimestre del 2010 l’Italia si è trovata per pochissimo dopo i Paesi Bassi che, grazie al transito di petrolio russo, hanno registrato nel periodo gennaio-marzo 2010 un interscambio commerciale con la Russia di 272,7 milioni di dollari, mentre l’interscambio italo-russo nel periodo indicato è stato pari a 254,8 milioni di dollari, ovvero il 5,1% dell’intero commercio estero degli Urali.
Nel 2009, rispetto a tutto il 2008, le esportazioni delle regioni degli Urali verso l’Italia sono diminuite del 65,8 per cento. Nello stesso tempo, nel 2009 le esportazioni dall’Italia verso le regioni degli Urali erano aumentate del 23,8% in confronto al 2008. L’anno scorso gli interscambi commerciali tra le regioni degli Urali e l’Italia sono state pari al 3,9% dell’intero commercio estero di questo territorio. Nel 2009 gli interscambi commerciali tra l’Italia e la regione di Sverdlovsk hanno raggiunto i 435 milioni di dollari.
Seguono la Germania, il cui interscambio commerciale con le regioni russe degli Urali nei primi tre mesi del 2010 è arrivato a 252,1 milioni di dollari, la Cina (226,8 milioni), India (208,6 milioni), Finlandia (191 milioni), Polonia (125,6 milioni).
In questo periodo la bilancia del commercio con l’estero delle regioni degli Urali è stata positiva per 1,9 miliardi, in primo luogo grazie alle esportazioni di energia, di metalli e di altre materie prime.
Rispetto al corrispondente trimestre del 2009 la bilancia del commercio con l’estero è cresciuta positivamente del 52,8%, grazie alla diminuzione dei volumi delle importazioni, e dell’1% grazie all’aumento del 22,8% dei volumi delle esportazioni che nel 2010 hanno raggiunto i 3,4 miliardi di dollari.
Secondo le stime delle dogane russe nel 2009 nelle regioni degli Urali 4.700 persone giuridiche sono state coinvolte nelle operazioni di commercio con l’estero. In tutto l’anno le operazioni di export-import sono arrivate a 180.600. Nel 2009 il volume del commercio con l’estero delle regioni russe degli Urali è stato di 20,4 miliardi di dollari. La quota dei Paesi della Csi nel commercio estero degli Urali è stata pari al 23,5% del totale, mentre quella dei Paesi extra Csi, tra cui l’Italia, è stata del 76,5 per cento.
Nel 2009 le importazioni sono state appena il 33,6% dell’intero commercio estero delle regioni degli Urali, ovvero di 6,9 miliardi di dollari, mentre le esportazioni sono state pari a 66,4%, ossia 13,5 miliardi di dollari.
Nel 2009 il traffico cargo nell’ambito delle operazioni commerciali con i Paesi esteri è stato di 49,6 milioni di tonnellate.
La crisi ha colpito duramente il commercio estero degli Urali: rispetto al 2008 nel 2009 gli interscambi commerciali delle regioni degli Urali sono diminuite del 31,4%, mentre il numero delle società coinvolte nel commercio estero è diminuito nel 2009 dell’8,8 per cento.
Nello stesso tempo, nel 2009 è stato colpito in maniera drammatica il commercio con i Paesi della Csi (-41,2% rispetto ai risultati del 2008), mentre il commercio estero con i Paesi extra Csi è diminuito del 27,7 per cento.
La bilancia positiva del commercio con l’estero delle regioni degli Urali nel 2009 è stata pari a 6,7 miliardi di dollari, diminuendo sul 2008 del 23,3 per cento.
Per sostenere i contatti diretti tra gli imprenditori russi e italiani, per aumentare il flusso turistico russo dalle regioni degli Urali verso l’Italia il 2 di maggio del 2010 sarà inaugurato un volo diretto tra Ekaterinburg (capoluogo della regione di Sverdlovsk e capitale industriale degli Urali) e Roma.
I voli lungo la rotta Ekaterinburg - Roma - Ekaterinburg saranno fatti una volta alla settimana dalla compagnia aerea degli Urali “Uralskie Avialinii” (le linee aeree degli Urali).
Con l’inaugurazione del Centro consolare italiano, l’apertura di questa nuova rotta aerea permetterà di intensificare gli interscambi tra l’Italia e le regioni degli Urali.
Infine, per il volume degli investimenti esteri rastrellati dall’economia regionale, la regione di Sverdlovsk si è posizionata nel 2009 al quinto posto tra tutti i soggetti della Federazione Russa, con 2,6 miliardi di dollari.
I maggiori Paesi investitori della regione di Sverdlovsk nel 2009 sono stati la Germania (più di un miliardo di dollari, ovvero il 39,9% del totale), la Svizzera (891,7 milioni di dollari, 34,9%), la Francia (160,2 milioni, 6,3%), l’Italia (72,6 milioni, 2,8%).
Notiziario dai mercati Csi


