Aumentano gli investimenti dei russi in immobili all’estero
L’anno scorso hanno investito in beni immobili all’estero 11,3 miliardi di dollari.
La geografia degli investimenti russi nel mattone varia dalla Bulgaria (il Paese più preferito in questo momento) agli Stati Uniti. I russi sono molto sensibili alle eventuali “discriminazioni” vere o immaginarie al momento dell’acquisto. I problemi con i visti d’ingresso nei Paesi dell’Unione Europea e soprattutto con i permessi di soggiorno frenano l’afflusso di denaro russo.
Ai russi piace il mattone fuori dei confini del proprio Paese, soprattutto nelle località turistiche e balneari.
Nel 2009 il volume dei mezzi che i russi hanno speso per l’acquisto di beni immobili, in primo luogo di abitazioni, nei vari Paesi ha raggiunto la cifra piuttosto significativa di 11,3 miliardi di dollari.
Secondo i dati di un sondaggio, condotto dall’agenzia immobiliare russa Doki, i Paesi preferiti dagli investitori privati russi sono stati nel 2009 la Bulgaria, la Spagna, la Turchia, gli Stati Uniti e lo Stato d’Israele.
L’esigenza di una seconda casa all’estero aumenta tra i russi più agiati di anno in anno. Per questo motivo i potenziali investitori seguono con molta attenzione le trattative tra la Russia e l’Unione europea riguardo alla reciproca abolizione dei visti d’ingresso. Nello stesso tempo i russi reagiscono molto male alle attività discriminatorie di vario tipo per ostacolare gli investimenti esteri russi nel mattone.
Nel 2009 il 21% degli investimenti privati russi in beni immobili è stato concentrato in Bulgaria, un Paese che conduce una politica di marketing molto aggressiva per attirare più denaro possibile dalla Russia.
La classe media russa è attirata soprattutto dai prezzi degli immobili in Bulgaria: secondo le stime di Doki la cifra media di un investimento russo in immobili bulgari si è aggirata nel 2009 intorno ai 42mila dollari.
La Spagna, che negli ultimi due anni ha dichiarato di accettare gli investitori e i turisti russi a braccia aperte, si piazza al secondo posto tra i Paesi che attirano il maggior numero di investitori dalla Russia. Gli analisti sottolineano che la Spagna potrebbe trovarsi in pole position se il regime dei visti e dei premessi di soggiorno fosse più semplice per i russi.
Il 17% dei russi potenziali acquirenti di immobili all’estero vorrebbe acquistare un appartamento o una casa in Spagna . Grazie alla crisi finanziaria che ha colpito duramente il mercato del mattone spagnolo il valore medio di un affare è sceso a 178mila euro, il 62% in meno nel 2009 rispetto al 2008.
Al terzo posto trova la Turchia con il 12% del totale degli investimenti russi. L’acquisto medio è stato pari a 108mila dollari. I russi hanno investito soprattutto in appartamenti nelle zone marittime dell’Anatolia.
Gli investimenti in beni immobili negli Stati Uniti sono stati pari nel 2009 al 10% del totale con un valore medio di 50mila dollari. In Israele sono state acquistate abitazioni dal 9% dei russi, che hanno investito in media 167mila dollari.
L’Italia si classifica al sesto posto con il 5,8% dei potenziali investitori russi. Seguono la Repubblica Ceca (4,9%), la Germania (4,6%), la Croazia e il Montenegro con il 3,6% ciascuna, la Francia (3,1%), gli Emirati Arabi (2,8%), la Gran Bretagna (1,8%) e la Finlandia (0,8%),
I russi sono molto sensibili a vere o presunte “discriminazioni” da parte delle autorità dei Paesi in cui vorrebbero acquistare beni immobili. Per questo motivo In Russia ha suscitato reazioni sdegnate il piano casa di Forte dei Marmi, perché la vendita di nuove abitazioni riservata esclusivamente ai residenti è stata presentata dalla stampa russa come un divieto alla cessione di immobili ai russi.
Gli analisti russi suddividono i potenziali clienti delle agenzie immobiliari all’estero in tre maggiori categorie.
Il primo gruppo è composto da giovani, fino a 35 anni di età, che acquistano all’estero abitazioni piccole, tipo studio, con una camera da letto a un prezzo variante tra 25mila e 70mila euro. Questa categoria di acquirenti preferisce Paesi come la Bulgaria, l’Egitto, la Repubblica Ceca e il Montenegro.
Nel secondo gruppo si trovano famiglie di coniugi di età compresa tra i 35 e i 45 anni. Tra questi investitori sono particolarmente popolari le abitazioni, con una-due camere da letto, dai 79mila a i250mila euro nei seguenti Paesi (in ordine di popolarità): Montenegro, Bulgaria, Spagna, Germania, Italia, Turchia.
Nel terzo gruppo rientrano gli over 45, che investono negli immobili all’estero da 250mila euro a parecchi milioni. Per questo tipo di investitori non è possibile definire un’area geografica precisa.
Nonostante la Gran Bretagna non sia tra i primi Paesi ad attirare i russi che investono in immobili, l’agenzia Knight Frank sostiene che un acquirente su sette di abitazioni di lusso a Londra è cittadino russo.
Attualmente il 50% delle vendite delle abitazioni di fascia alta a Londra ha come protagonisti degli stranieri, mentre per la fascia di abitazioni i cui prezzi superano i cinque milioni di sterline la quota degli stranieri raggiunge il 68 per cento.
Tra gli acquirenti stranieri di immobili di lusso e di super lusso a Londra, la quota di russi raggiunge in questo momento quasi il 14 per cento. Al secondo posto si trovano i cittadini degli Stati Uniti con l’11,2%, seguiti da quelli dell’Italia con l’8,85%, dell’India con l’8%, della Francia (6,5%) e degli Emirati Arabi con il 5,96 per cento.
Infine, il numero delle nazionalità di acquirenti di abitazioni d’élite a Londra è salito dalle 30 del 2008 alle 51 di quest’anno.
Notiziario dai mercati Csi su dati Doki e Knight Frank


